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Il presidio della Palamita del mare di Toscana


Orbetello Pesca Lagunare é membro dell'Associazione dei Produttori della Palamita del Mare di Toscana nata per regolamentare metodologia di pesca e produzione ecosostenibili.
Il Presidio della Palamita del mare di Toscana si propone di stimolare la ripresa di questa lavorazione e completare un percorso di filiera. Infatti per ora ci sono pochi pescatori che hanno ripreso la pesca con l'antica rete (non è altro che la menaide) e ci sono ristoratori interessati a riproporre la palamita sott'olio. A tale scopo è nata nel 2005 un’Associazione di produttori.

Ad oggi, la filiera produttiva inizia con i pescatori dell’Isola d’Elba della Cooperativa ACLIPESCA di Marina di Campo, e della Cooperativa Santa Maria Assunta di Livorno, mentre i laboratori di produzione sono localizzati a Venturina e ad Orbetello, mentre della commercializzazione se ne occupano sia la Orbetello Pesca Lagunare soc. agricola a r.l., che la Indal 2000 di Venturina.

La palamita appartiene alla famiglia dei tonni e degli sgombri, ai quali assomiglia nell'aspetto. Ha corpo allungato (può arrivare fino a 80 centimetri di lunghezza), fusiforme, bocca ampia e munita di numerosi denti affilati e taglienti, occhi tondi piuttosto piccoli, ed è facilmente riconoscibile per alcune striature nerastre che la attraversano obliquamente su fondo di colore blu elettrico. Viene pescata nel periodo che va dalla tarda primavera all'inizio dell'estate e ancora a fine settembre.
La zona di pesca si estende a tutta l'area marina dell'Arcipelago Toscano. Un tempo era pescata con grandi reti a maglia larga dette palamitare che stazionavano in mare anche per lunghi periodi. Attualmente, però, le palamite sono catturate prevalentemente dai grossi pescherecci e, benché non si possa definire un pesce a rischio, come altre specie, è vittima dell'eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche. La preparazione tradizionale della ricetta sott’olio però, richiede la pesca con le storiche “Palamitare”.

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